Normative

PER IL CONTENUTO DI QUESTA SEZIONE SI RINGRAZIA LA RIVISTA ARMI MAGAZINE CHE HA MESSO A DISPOSIZIONE LE INFORMAZIONI CONTENUTE NELL'ARTICOLO ''COMPRARE UN'ARMA'' AGGIORNATO A OTTOBRE 2004


L'ACQUISTO DELLE ''ARMI COMUNI DA SPARO''

L’acquisizione di un’arma da sparo presuppone che l’acquirente sia in possesso di un’autorizzazione rilasciata dalla polizia (art. 35, comma 3, del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza).
Le autorizzazioni possono essere divise in:
- occasionali (cioè che servono per un solo acquisto, anche se di più armi): è il nullaosta;
- permanenti (cioè che servono per più acquisti): sono le licenze di porto d’armi. 


IL NULLAOSTA

Per acquistare un’“arma comune da sparo” è dunque necessario possedere un’autorizzazione; chi non è in possesso di un porto d’armi (v. oltre) dovrà munirsi di un nullaosta all’acquisto. Questo documento è rilasciato dall’autorità di polizia e per averlo occorre recarsi, secondo i casi, alla Stazione dei Carabinieri, al Commissariato della Polizia di Stato o alla Questura competente per territorio in base al luogo di residenza dell’interessato.
Per ottenere il nullaosta è necessario compilare una domanda in carta libera (scaricabile su Internet dai siti www.poliziadistato.it o www.carabinieri.it) nella quale il richiedente, che deve avere compiuto la maggiore età e non deve essere stato obiettore di coscienza, specifica obbligatoriamente il motivo dell’acquisto (p. es.: difesa abitativa, pratica dello sport del tiro a segno eccetera).
Solitamente occorre accompagnare alla domanda per ottenere il nullaosta un certificato medico; la firma del richiedente deve essere autenticata.
Trascorso un certo periodo (solitamente qualche settimana) il nullaosta è pronto e deve essere ritirato presso l’ufficio ove era stato richiesto; può anche accadere che sia spedito direttamente a casa.
Il nullaosta vale, su tutto il territorio nazionale, per trenta giorni ma può essere rinnovato per uguale periodo. In pratica, una volta ottenuto il nullaosta è finalmente possibile acquistare l’arma. Da ricordare che, all’atto dell’acquisto, il venditore ritira il nullaosta.


LE LICENZE DI PORTO D'ARMI

Mentre il nullaosta è, come abbiamo spiegato, un titolo d’acquisto occasionale (serve per effettuare un solo acquisto, anche se di più armi), le licenze di porto d’armi sono invece dei titoli d’acquisto permanenti, ossia possono essere utilizzate per acquistare armi più volte, fintanto che sono in corso di validità.
Le licenze di porto d’armi sono di quattro tipi:
- licenza di porto di pistola o rivoltella per difesa personale;
- licenza di porto di fucile per difesa personale;
- licenza di porto di fucile per uso di caccia;
- licenza di porto di fucile per lo sport del tiro a volo.
Le loro caratteristiche, assieme a quelle di altri titoli di legge sono state riassunte nella tabella 


LA LICENZA DI PORTO DI PISTOLA O RIVOLTELLA PER DIFESA PERSONALE

Questo documento è rilasciato dal Prefetto.
Per ottenerlo è necessario compilare una domanda (scaricabile su Internet dai siti www.poliziadistato.it o www.carabinieri.it) nella quale si specificano i motivi per i quali si desidera andare armati; il richiedente deve avere compiuto la maggiore età e non deve essere stato obiettore di coscienza.
Occorre accompagnare alla domanda alcune fotografie, un certificato medico e, in mancanza di un congedo dal servizio militare, un certificato di abilitazione all’uso e maneggio delle armi rilasciato da una sezione del Tiro a Segno Nazionale.
La licenza di porto di pistola o rivoltella paga tassa di concessione governativa annuale (attualmente fissata in 87,80 euro); vale per cinque anni ma ogni anno deve essere rinnovata con richiesta nella quale si specificano nuovamente i motivi per i quali si desidera andare armati.
Con questo documento è possibile portare fino a tre armi corte; secondo un’interpretazione corrente della legge, non è possibile portare una pistola “sportiva” per difesa.
Esistono specifici divieti di porto dell’arma da difesa (nelle riunioni pubbliche, nelle aule di tribunale, nei seggi elettorali, negli stadi eccetera).
Grazie alla circolare del ministero dell’Interno n. 559/C3159-10100 del 14 febbraio 1998, con la licenza di porto d’arma da difesa è possibile trasportare tutte le armi comuni da sparo, sia lunghe sia corte. La licenza di porto di pistola o rivoltella per difesa personale rilasciata alle guardie particolari giurate è esattamente equipollente a quella accordata ai privati cittadini; l’unica differenza riguarda l’importo della relativa tassa di concessione governativa, minore nel primo caso. Inoltre, nella documentazione per il rilascio e il rinnovo di questa licenza, l’interessato deve allegare un attestato d’iscrizione ad una Sezione del Tiro a Segno Nazionale. 


LA LICENZA DI PORTO DI FUCILE PER DIFESA PERSONALE

Il porto d’armi da difesa per arma lunga è stato istituito ufficialmente dal decreto del Presidente della Repubblica 28 maggio 2001, n. 311, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 2 agosto 2001. Esso modifica l’articolo 61 del regolamento di esecuzione del Tulps con l’aggiunta del seguente comma: “Il rilascio del porto di arma lunga per difesa personale è soggetto alle condizioni richieste per il porto di altre armi per il medesimo motivo, compresa la dimostrazione dell’effettivo bisogno di portare l’arma”.


LA LICENZA DI PORTO DI FUCILE PER USO DI CACCIA

Questo documento è rilasciato dal Questore e per averlo occorre recarsi, secondo i casi, alla Stazione dei Carabinieri, al Commissariato della Polizia di Stato o alla Questura competente per territorio in base al luogo di residenza dell’interessato.
Per ottenerlo è necessario compilare una domanda (scaricabile su Internet dai siti www.poliziadistato.it o www.carabinieri.it); il richiedente deve avere compiuto la maggiore età e non deve essere stato obiettore di coscienza.
Occorre accompagnare alla domanda alcune fotografie, un certificato medico e, in mancanza di un congedo dal servizio militare, un certificato di abilitazione all’uso e maneggio delle armi rilasciato da una sezione del Tiro a Segno Nazionale.
La licenza di porto di fucile per uso di caccia paga una tassa di concessione governativa annuale (attualmente fissata in 134,28 euro); vale per sei anni, senza necessità di rinnovo annuale.
Con questo documento è possibile portare le armi da caccia.
Grazie alla circolare del ministero dell’Interno n. 559/C3159-10100 del 14 febbraio 1998, con la licenza di porto di fucile per uso di caccia è possibile trasportare tutte le armi comuni da sparo, sia lunghe sia corte. 


L'ACQUISTO DELLE MUNIZIONI E DELLE POLVERI DA LANCIO

Per l’acquisto delle munizioni (cartucce) e della polvere da lancio (polvere da sparo), utilizzata da chi spara con armi ad avancarica o da chi ricarica domesticamente le cartucce, sono necessari gli stessi documenti per l’acquisto delle armi comuni da sparo: il nullaosta o un porto d’armi.


LA LICENZA DI PORTO DI FUCILE PER LO SPORT DEL TIRO A VOLO

Questo documento (istituito dalla legge n. 323/1969) è rilasciato dal Questore e per averlo occorre recarsi, secondo i casi, alla Stazione dei Carabinieri, al Commissariato della Polizia di Stato o alla Questura competente per territorio in base al luogo di residenza dell’interessato. Per ottenerlo è necessario compilare una domanda (scaricabile su Internet dai siti www.poliziadistato.it o www.carabinieri.it); il richiedente deve avere compiuto la maggiore età e non deve essere stato obiettore di coscienza.
Occorre accompagnare alla domanda alcune fotografie, un certificato medico e, in mancanza di un congedo dal servizio militare, un certificato di abilitazione all’uso e maneggio delle armi rilasciato da una sezione del Tiro a Segno Nazionale.
La licenza di porto di fucile per lo sport del tiro a volo non paga tassa di concessione governativa; vale per sei anni, senza necessità di rinnovo annuale.
Con questo documento è possibile portare le armi utilizzate per il tiro a volo (il regolamento sportivo di questa disciplina permette solo l’uso dei fucili con canna ad anima liscia di calibro non superiore al 12) durante l’attività sportiva.
Grazie alla circolare del ministero dell’Interno n. 559/C3159-10100 del 14 febbraio 1998, con la licenza di porto di fucile per lo sport del tiro a volo è possibile trasportare tutte le armi comuni da sparo, sia lunghe sia corte


L’ACQUISTO DI ARMI AD ARIA O A GAS COMPRESSI, SIA LUNGHE SIA CORTE, I CUI PROIETTILI SONO DOTATI DI UN’ENERGIA CINETICA NON SUPERIORE A 7,5 JOULE E DELLE REPLICHE A COLPO SINGOLO DI ARMI ANTICHE AD AVANCARICA DI MODELLI ANTERIORI AL 1890

Ai sensi della legge n. 526/1999 e del relativo regolamento, queste armi possono essere acquistate solo da maggiorenni muniti di valido documento di riconoscimento; sono consentiti la loro cessione e il comodato purché avvengano con scrittura privata tra maggiorenni.
Non è però necessaria la scrittura privata qualora il comodato sia di durata non superiore a quarantotto ore.


L'ACQUISTO DI BOSSOLI, INNESCHI, PALLE

Per questi altri elementi della cartuccia, che sono di libera vendita, non è necessario alcun titolo per procedere al loro acquisto.


LA DENUNCIA

L’ulteriore formalità che è necessario espletare per possedere legalmente un’arma è la sua denuncia (prevista dall’art. 38 del Tulps), un atto mediante il quale il neoproprietario dell’arma stessa notifica all’autorità l’avvenuta acquisizione e il luogo ove l’arma è custodita.
La denuncia ha carattere permanente, cioè non deve essere rinnovata né è soggetta al pagamento di marche da bollo o altri tributi.
Dal punto di vista pratico la denuncia è un modulo che può essere acquistato in cartoleria o in tabaccheria (o scaricato su Internet dai siti www.poliziadistato.it o www.carabinieri.it) e che deve essere compilato in due copie.
Quando ci si reca presso l’autorità (Carabinieri, Commissariato della P.S. o Questura) bisogna consegnare i due moduli debitamente compilati e firmati e la copia della dichiarazione di vendita dell’arma. La legge prescrive che il possesso dell’arma sia denunciato nel più breve tempo possibile.
La legge n. 526/1999 ha stabilito che le armi ad aria o a gas compressi, i cui proiettili sono dotati di un’energia cinetica non superiore a 7,5 joule e le repliche a colpo singolo di armi antiche ad avancarica di modelli anteriori al 1890 non rientrano più fra le “armi comuni da sparo”. Sono pertanto detenibili, senza obbligo di denuncia, in numero illimitato. 


LA LICENZA DI COLLEZIONE

Chi intende possedere armi in numero superiore ai limiti che la legge prevede mediante denuncia (v. art. 10 della legge n. 110/1975), deve ottenere il rilascio della licenza di collezione per armi comuni da sparo. In altre parole, se s’intende possedere più di sei armi classificate per uso sportivo e più di tre “altre armi comuni da sparo”, è necessaria la licenza di collezione; essa, di fatto, non serve per le armi da caccia poiché, come sappiamo, sono detenibili in numero illimitato. Per le armi antiche, il caso è diverso perché esiste una licenza di collezione apposita.
La licenza di collezione per armi comuni da sparo permette dunque la detenzione di quante armi si vogliono, con un solo limite numerico: un esemplare per ogni tipo di arma iscritta al catalogo nazionale. È una licenza permanente (non deve essere rinnovata) e non è soggetta ad alcun tipo di tassa. Di solito, all’atto della concessione della licenza, l’autorità impone al suo titolare particolari obblighi per la custodia delle armi (antifurto, armadio blindato eccetera).
È proibito detenere le munizioni delle armi in collezione (salvo che non si abbia in denuncia un’altra arma dello stesso calibro) e, anche se la legge non lo vieta esplicitamente, per prassi si ritiene che le armi detenute in collezione non possano essere usate. 


LA CUSTODIA DELLE ARMI LASCIATE A CASA

L’art. 20 della legge n. 110/1975 dice che “La custodia delle armi (...) e degli esplosivi deve essere assicurata con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica”. Come si vede, la legge non pone delle condizioni precise al modo di custodire le armi, tuttavia pone l’obbligo della massima diligenza; la giurisprudenza è concorde nel ritenere che un’arma custodita nella propria abitazione, non accessibile a minori o a persone ritenute capaci di abusarne, risponde ai requisiti previsti dalla legge.
Sempre il primo comma dell’art. 20 della già citata legge n. 110/1975 dice che “Chi (...) è autorizzato alla raccolta o alla collezione di armi deve adottare e mantenere efficienti difese antifurto secondo le modalità prescritte dalla autorità di pubblica sicurezza”. La legge distingue dunque il caso del titolare di licenza di collezione per armi comuni da sparo (di cui si è detto in precedenza), sul quale non solo incombe l’obbligo generale della diligente custodia, ma anche quello di adottare determinate precauzioni che sarà la stessa autorità di P.S. a stabilire. 


PARTI D'ARMA: CARRELLO, CANNA, FUSTO, CARICATORE

Le parti essenziali di armi comuni sono equiparate per quanto riguarda l'acquisto, la denuncia e il trasporto alle armi comuni da sparo. 

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